Come nasce un oggetto in vetro soffiato a Murano
Quando ero bambina pensavo che i maestri vetrai facessero magia.
Entravo in fornace e vedevo una massa arancione incandescente uscire dal fuoco. Sembrava miele luminoso. Poi il maestro la raccoglieva all'estremità di una lunga canna metallica e, con movimenti che parevano semplici ma che in realtà richiedevano anni di esperienza, iniziava a darle forma.
La prima volta che vidi il vetro soffiato rimasi sorpresa soprattutto da una cosa: il vetro non veniva scolpito, ma gonfiato. Il maestro soffiava delicatamente nella canna e all'interno della massa incandescente si formava una piccola bolla d'aria. Da quella bolla nasceva tutto.
Mio nonno diceva che il segreto era il tempo. Troppo veloce e il vetro si deformava. Troppo lento e si raffreddava diventando impossibile da lavorare.
Il vetro viene preparato in grandi forni che raggiungono temperature superiori ai mille gradi. Quando è completamente fuso, il maestro ne raccoglie una quantità con la canna da soffio e la fa ruotare continuamente. La rotazione è fondamentale: impedisce al vetro morbido di cadere sotto il proprio peso.
A quel punto iniziano i passaggi più affascinanti. Il maestro soffia, gira la canna, utilizza pinze, forbici e stampi di legno bagnato. Ogni strumento serve a modellare la forma desiderata. Un vaso, una coppa, un bicchiere o una scultura nascono poco alla volta, in una sequenza precisa di gesti tramandati da generazioni.
Nelle fornaci di Murano spesso lavorano più persone insieme. C'è chi prepara il vetro, chi aiuta nella modellazione, chi aggiunge decorazioni e colori. È un lavoro di squadra che assomiglia quasi a una piccola orchestra, dove ognuno conosce perfettamente il proprio ruolo.
Quando l'oggetto è terminato non è ancora pronto. Deve raffreddarsi molto lentamente in appositi forni di ricottura. Se venisse lasciato raffreddare all'aria, potrebbe rompersi a causa delle tensioni interne del materiale.
Ancora oggi, entrando in una fornace di Murano, si possono osservare gli stessi gesti che hanno reso famosa l'isola in tutto il mondo. La tecnologia ha aiutato alcune lavorazioni, ma il momento più importante resta sempre lo stesso: quello in cui una semplice bolla d'aria, racchiusa nel vetro incandescente, inizia lentamente a trasformarsi in un oggetto unico.
Curiosità: molti visitatori pensano che il vetro venga soffiato una sola volta. In realtà il maestro può soffiare più volte durante la lavorazione, alternando il soffio alla modellazione, fino a ottenere la forma finale desiderata.



